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FIORI DI BACH
Rimedi che agiscono nel profondo
Sequenze di fiori

La nevrosi, non è una malattia!

La nevrosi, in quanto stato di disagio mentale, impone una scelta esistenziale fra l’accettazione della difficoltà, che implica sofferenza e sacrificio, ma consente una crescita personale. È la fuga dai problemi posti dalla vita che conduce a un impoverimento delle qualità umane. La nevrosi nel mondo moderno rappresenta il famoso amletico dilemma fra “essere” e “non essere”.

Dunque la nevrosi in sé è un fatto positivo, in quanto la sofferenza che nasce da essa spinge a mutare qualcosa nel proprio modo di vivere; lo psicofarmaco, che annulla la capacità decisionale, è la scelta di fuga dalla crescita interiore. È per altro davvero drammatico che la scelta psicofarmacologica venga considerata una scelta positiva a lungo termine da molti medici: l’opinione pubblica è da ciò frastornata e indotta a un uso più largo del dovuto di tali droghe.

Bisogna spingere le persone a considerare le proprie nevrosi in senso positivo, non come qualcosa da sopprimere, ma qualcosa da affrontare e comprendere. In tal modo non ci si libera solo da un fastidioso inconveniente, ma si rende tutta la propria vita un’avventura meritevole di essere vissuta e un cammino di ricerca.

Le sequenze di rimedi floreali

La sequenza di 7 o 12 o 38 rimedi di Bach, da eseguire in un numero corrispondente di settimane, consente, con l’aiuto del giorno di digiuno settimanale, di vincere le nevrosi e di consolidare la personalità.

È un metodo estremamente semplice ed efficace.

Si può dire che qualsiasi malattia derivi dall’accumulo nell’organismo non solo di tossine fisiche, come virus, batteri patogeni e sostanze di inquinamento, ma anche e talvolta soprattutto da emozioni negative e disordini alimentari.

Da ciò si desume l’importanza di utilizzare i fiori di Bach nelle più diverse situazioni patologiche, dove si possono ottenere risultati impensabili.

A seconda della emozione negativa prevalente, si utilizza un fiore di Bach piuttosto che un altro: questo è il più conosciuto modo di utilizzazione dei rimedi floreali.

Le Sequenze dei Fiori di Bach (SFB), possono costituire anche una semplice via di autoconoscenza e di crescita. In effetti questo è l’intendimento più profondo, che traspare dalle opere di Bach. Se i rimedi floreali sono divenuti tanto di moda negli ultimi anni, non dipende solo da un fatto imitativo, ma da una esigenza avvertita in modo sempre più diffuso e cosciente, di avere a disposizione un “qualcosa” per trascendere l’apparente grigia materialità dell’esistenza e avvicinarsi concretamente ai tesori mentali e spirituali di cui l’essere umano è portatore.

Consigliamo a tutti i lettori interessati ai fiori di Bach di leggere, prima di ogni altro, il libro scritto da Bach stesso, intitolato The Twelve Healers (I Dodici Guaritori), in quanto i rimedi descritti nella prima stesura dell’opera erano dodici e non trentotto, come nell’edizione definitiva, che pure conservò il nome primitivo, per precisa scelta dell’Autore.

I molti libri scritti successivamente sull’opera di Bach possono essere valutati ed apprezzati solo dopo avere letto, studiato, meditato e praticato l’uso quotidiano dei fiori, secondo le brevi, essenziali note fornite per ciascuno di essi da Bach.

È sbagliato ritenere che i rimedi di Bach siano dei rimedi costituzionali e debbano essere prescritti a lungo: essi corrispondono alle trentotto principali situazioni di difficoltà rappresentate nel teatro della vita e, quando sono ben scelti, agiscono rapidamente, al massimo nel giro di una settimana; è sconsigliabile usare miscele di fiori, poiché se ne riduce considerevolmente l’efficacia, ma conviene somministrare un fiore per volta, sinché i sintomi mentali non mutano, e solo allora se ne usa un altro corrispondente alla nuova situazione; la scelta si basa sì, sulla conoscenza razionale di ciò che dice l’Autore per ciascuno dei suoi rimedi, ma una volta che tale conoscenza si è installata nella mente, occorre lasciarla riposare nella memoria e scegliere il fiore adatto per noi stessi o per la persona che abbiamo dinnanzi, basandoci sul cuore e l’intuito.

Istruzioni pratiche

Il modo più semplice consiste nel scegliere il fiore di Bach più rilevante per noi o per il paziente in ciascuna delle sette categorie e nel somministrare tutte le sere prima di coricarsi in ciascuna settimana un fiore diverso, secondo la sequenza delle sette categorie, il tutto abbinato a un digiuno totale o relativo alla sera.

Ecco un esempio. Supponiamo di avere scelto per la prima categoria Cherry Plum: questo rimedio verrà somministrato nella misura di 20 gocce (già diluite) tutte le sere, prima di coricarsi, nel corso della prima settimana; nella seconda categoria supponiamo di aver scelto Wild Oat: questo rimedio verrà somministrato nella seconda settimana e così via per le altre 5 categorie e le altre 5 settimane. Infine si sarà compiuto un ciclo di 7 settimane, con l’uso di 7 fiori di Bach in totale.

Il digiuno serale, parziale o totale, aiuta notevolmente l’azione dei Fiori di Bach e, accanto ai sintomi di nervosismo, ansietà, irritabilità, depressione, migliorano anche i sintomi fisici, non solo quelli inerenti la sfera digestiva e intestinale, ma anche eventualmente disturbi allergici, infiammazioni croniche delle articolazioni, degli organi urogenitali, dei seni paranasali, delle gengive.

Il ciclo di 7 settimane e 7 rimedi si può ripetere allo stesso modo, cambiando i rimedi secondo il mutamento dei sintomi, sino a che il miglioramento continua o i disturbi fisici e psichici non cessano completamente.

Se non si ottiene un risultato soddisfacente con la sequenza di 7, si passa alla sequenza di 12, utilizzando allo stesso modo i 12 rimedi, e così via.




dal Dizionario della Medicina naturale:




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