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IL MEDICO RISPONDE
L’infertilità femminile
Prepararsi a concepire
Autore: Flavio Gazzola

In assenza di impedimenti fisici, come la chiusura delle tube, o di problemi derivanti dal partner maschile, l'infertilità femminile dipende, secondo la mia esperienza, per il 99% da problemi intestinali che si riflettono negativamente sulla funzionalità ovarica o uterina.

Infatti l'ovaio può funzionare appropriatamente solo in un ambito di temperatura molto ristretto. In caso contrario la produzione ormonale non è regolare, l'ovulazione avviene in modo incompleto o non avviene affatto e l'annidamento dell'uovo (quando l'ovulazione avviene) è a rischio, perché l'utero non è preparato da livelli di estrogeni e progestinici adeguati, in proporzioni reciproche precise.

L'utero stesso, inoltre, può andare incontro alla formazione di fibromi, che rendono la prosecuzione della gravidanza (quando avviene l'annidamento) a rischio, in quanto le fibre uterine tendono a perdere elasticità e consentire emorragie.

Le cause più comuni di infertilità sono costituite quindi da problemi dell'intestino, che si riflettono sugli organi genitali.

In particolare, la stitichezza determina stasi linfovenosa a livello degli organi del piccolo bacino e degli arti inferiori. È necessario, allora, intervenire per ridurre il rischio di insufficienza venosa degli arti inferiori e di infezioni a livello di utero, vagina ed ovaio, in quanto i batteri dell'intestino giungono a questi organi, per contiguità, attraverso il sistema linfatico. La stitichezza, soprattutto nella donna, per motivi ormonali, deriva da un’insufficienza biliare e carenze motorie ed enzimatiche derivanti dalla sedentarietà. Lo stare a lungo in posizione seduta facilita la stasi linfovenosa e riduce il movimento della bile, che deve scorrere in duodeno al momento della digestione. La sedentarietà diminuisce anche la produzione di enzimi pancreatici e l'addome si gonfia facilmente dopo i pasti e poi, dopo un certo tempo, rimane sempre gonfio, a livello della parte inferiore.

Occorre quindi mantenere nell'alimentazione un giusto apporto di liquidi e fibra, derivante soprattutto dalle verdure.

Il flusso biliare deve essere stimolato con piante come il tarassaco dotato anche di proprietà diuretiche.

Le fibre, quando carenti nell'alimentazione, possono essere supplementate in vario modo: semi di psillio, fibre solubili e insolubili, gel alimentari elettrolitici.

È poi molto utile assumere rimedi omeopatici in grado di attivare la corretta funzionalità ovarica e uterina.








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