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VISTA PERFETTA SENZA OCCHIALI
Gli occhiali ai bambini: un crimine contro l’umanità
La storia di Alice
Autore: Loredana De Michelis

Alice ha due anni e ha visitato molti ospedali, mai per turismo. Già da piccolissima, subito dopo le prime vaccinazioni ha cominciato a soffrire di numerosi disturbi, bronchiti, dernatiti, infezioni urinarie, gastroenteriti. I disturbi migliorano in seguito ad una cura omeopatica. Ma a tredici mesi sua mamma nota che uno dei due occhi è opaco: portata dal medico,

Viene operata d'urgenza per una cataratta che nessuno riesce a stabilire se sia congenita o meno, e poco tempo dopo le viene operato anche l'altro occhio. Alice ora è senza entrambi i cristallini e i medici lasciano poche speranze: vedrà solo luci e ombre e deve subito cominciare a portare occhiali con lenti da 18 diottrie(!). Ulteriori indagini mediche rivelano una lieve ipotonia e un rene più piccolo dell'altro di 1 centimetro.

I suoi genitori le mettono gli occhiali, secondo prescrizione, ma si accorgono che lei sembra tollelarli male e che, quando li toglie, è come se fosse ubriaca. Nel frattempo sua mamma, poco rassegnata, decide di farle fare dei giochi che stimolino la percezione visiva.

Alice parla molto poco e non si può interrogarla direttamente, ma i suoi genitori si accorgono che senza occhiali sembra vederci piuttosto bene: evita gli ostacoli, riconosce le persone, anche in fotografia, al mare raccoglie le conchigliette distinguendole dal resto, gioca con le bolle di sapone, vede il mare, gli uccelli nel cielo.

Durante una visita presso una psicomotricista, Alice indica esattamente tutte le parti del corpo di un omino disegnato, alto pochi centimetri. Quando la mamma chiede alla psicomotricista di dare un giudizio sulla vista della bambina, la psicomotricista ribatte: «Perché? Non ha visto anche lei che ci vede?». Ma quando le viene detto che Alice non ha più i due cristallini, si astiene dal fare ulteriori commenti.

La madre comincia faticosi pellegrinaggi presso vari reparti di pediatria e oculisti privati: nessuno le dà retta, nessuno accetta di verificare quanto Alice sembri vedere. Tutti si limitano a esaminare gli occhi di Alice e, appena constatano che è priva di cristallini, annunciano automaticamente che non può vedere niente a nessuna distanza.

La mamma di Alice però ha letto i libri di William H. Bates, oculista di New York, dove è scritto che è possibile imparare a vedere senza cristallini. Un giorno contatta un signore a cui è stato asportato un cristallino e che le dice di vederci bene da lontano e di avere bisogno di una correzione di sole 2,5 diottrie per leggere. I medici non capiscono come mai. Il problema è che questo signore ha subìto l'asportazione del cristallino da adulto: che cosa cambia se i cristallini vengono asportati prima ancora che la capacità visiva si sia sviluppata completamente?

Per il momento sembra proprio che Alice ci veda bene, anche senza occhiali. I suoi genitori hanno dovuto fare una scelta coraggiosa: arrendersi all'evidenza e non ascoltare le minacce di medici che però si rifiutano di prendere in considerazione un fenomeno che non è spiegato dalle loro attuali conoscenze.

È possibile che Alice sia l’unico caso conosciuto?

Invitiamo tutti i lettori coinvolti in una situazione simile a scriverci e a raccontarci la loro esperienza. Se siete un medico, un oculista, un terapista della visione e volete partecipare a questa ricerca, o magari visitare Alice, scriveteci.





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