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FITOTERAPIA MODERNA
La Borsa del pastore o Capsella bursa pastori o Thlaspi bursa pastoris è una pianta nota sin dall'antichità per le sue molteplici proprietà curative
Capsella bursa pastoris
Flavio Gazzola
Fitoterapia delle alterazioni e malattie della pelle

Fitoterapia delle alterazioni e malattie della pelle

II parte

Sul numero 16 di NaturalisMedicina sono stati presi in considerazione i rimedi fitoterapici indicati per i maggiori disturbi della pelle. In questo numero si descrive il primo dei rimedi citati, Capsella bursa pastoris, citata anche nell'articolo sul trattamento delle emorragie.

Capsella bursa pastoris ( o Thlaspi bursa pastoris), appartiene alla famiglia delle Crucifere, è considerata un'erbaccia infestante, diffusa in tutto il mondo, presenta infiorescenze bianche, piccole, a grappoli radi, foglie basali a rosetta.

Il nome deriva dalla leggenda secondo la quale un pastore, che curava le sue pecore con questa pianta, riuscisse a salvare la vita a una giovane donna, che non riusciva più a fermare un'emorragia uterina.

Ma deriva anche dalla forma dei frutti, che sono simili alla borraccia del pastore.

Capsella in latino significa "cofanetto".

Nel corso della prima Guerra Mondiale si affiancò come emostatico ad altre due medicine già in uso per questo scopo: la segale cornuta e l'idraste (Hydrastis canadensis)

Contiene il glicoside flavonico diosmina (utile per i disturbi venosi, in quanto migliora il tono della parete vasale), colina e acetilcolina (importanti mediatori chimici del sistema nervoso), saponine.

Si impiega nelle ferite e nelle emorragie in genere, in particolare nelle mestruazioni troppo abbondanti.

Nell'Herbario Settecentesco di Castore Durante così sono descritte le sue qualità terapeutiche:

"Inflammata iuvat, stringit, refrigerat" (Giova alla cura delle infiammazioni, stringe i vasi e rinfresca)

"Ad dysenteriam bibitur decoctio" (Per curare la dissenteria si beve il decotto)

"Atque cruenta" (E altrettanto si fa per le perdite di sangue)

"Recens illataque vulnera succus glutinat" (Il succo chiude le ferite)

"Infusus sanguinis effluxus, undantia menstrua sistit" (L'infuso ferma le perdite di sangue e le mestruazioni eccessive)

"Calceus hanc habeat, nudis pedibusque praematur, ictericas facies ea sic aurigine mundat" (Messa nei calzari e premuta coi piedi nudi libera il viso dal colore dorato dell'ittero, ovvero giova alle malattie del fegato, per applicazione percutanea)

"Tenendo quest'erba in mano finché non si riscaldi, ferma il sangue dal naso, cioè l'epistassi e dalle ferite)"

 

 

 





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