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ESPERIENZE
Agopuntura impiegata per la cura del Parkinson
Agopuntura e Parkinson
Autore: Flavio Gazzola

Agopuntura e Parkinson

Importanza dell’agopuntura nell’attivazione delle aree cerebrali
La mia lunga pratica dell’agopuntura, soprattutto in campo neurologico, mi ha indotto e mi induce sempre di più a considerare come fondamentale l’applicazione dell’agopuntura come tecnica di stimolazione e attivazione delle aree cerebrali coinvolte nel Parkinson. Efficacia dell’agopuntura e della craniopuntura nel recupero motorio
Nel 1978 eseguimmo nell’Ospedale di Niguarda una ricerca sull’impiego dell’agopuntura cranica (craniopuntura) nel trattamento dei postumi di ictus, caratterizzati spesso da emiparesi, cioè da paralisi di una parte del corpo. Questa ricerca fu presentata al Congresso Europeo di Agopuntura dello stesso anno a Vienna e dimostrò l’efficacia dell’agopuntura e della craniopuntura nel miglioramento drastico sia degli esiti, sia dei tempi di recupero. Purtroppo non trovò un seguito in campo ospedaliero, per difficoltà di accettazione culturale e dovetti tenere per la mia pratica privata i risultati delle ricerche effettuate. Ora fortunatamente, dopo un quarto di secolo, si comincia a riconoscere l’importanza di quanto appariva chiaro sin dal 1978 e l’agopuntura sta trovando una sua strada in ambito pubblico e ospedaliero. La craniopuntura nel Parkinson
Come neurologo sono grande sostenitore dell’applicazione della craniopuntura nel Parkinson, ma tale applicazione, per dispiegare compiutamente le proprie possibilità, dovrebbe essere condotta quotidianamente per un mese circa, poi con applicazioni trisettimanali per un secondo mese e infine con due applicazioni settimanali per un terzo mese. Infine dovrebbe essere istruito un familiare per l’applicazione domestica quotidiana, con controlli mensili. Agopuntura ed EAV
L’applicazione dell’EAV all’agopuntura consente di individuare esattamente i punti da stimolare di volta in volta e ciò migliora grandemente l’efficacia della metodica. Chirurgia e craniopuntura
Bisogna ricordare che solo ultimamente la chirurgia ha rinunciato a interventi demolitivi a livello del talamo e del nucleo pallido o delle loro connessioni nervose con gli altri centri encefalici, ammettendo implicitamente la loro inutilità o addirittura la loro nocività., ma ha scelto la via della stimolazione o regolazione profonda di questi centri con elettrodi impiantati permanentemente in essi, come pacemakers cardiaci. Ma la craniopuntura compie in modo molto più semplice e infinitamente meno cruento e doloroso ciò che la chirurgia moderna si propone, stimolando anche con impulsi elettrici immessi in aghi infissi nella regione cranica, le regioni cerebrali alterate nel Parkinson. Questa è una dimostrazione ulteriore della correttezza dell’impostazione agopunturale. Agopuntura nel trattamento dei sintomi parkinsoniani
Il trattamento agopunturale si dimostra particolarmente efficace nel trattamento della rigidità, della cefalea, dei dolori cervicali, dei disturbi addominali digestivi e intestinali, della stitichezza Conclusioni
L’agopuntura e la craniopuntura si dimostrano particolarmente efficaci nel trattamento del Parkinson e del suo corteo sintomatologico, specie in abbinamento con l’EAV e altri metodi naturali, come l’eumiotonia e la chiroterapia.







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