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Filosofia della medicina
L'Antiriduzionismo dei fisici
Antiriduzionismo
Autore: Flavio Gazzola

Antiriduzionismo

 

Premessa

 

Esiste un’antica contrapposizione fra Meccanicismo e Vitalismo nel campo della spiegazione dei fenomeni legati alla vita.

Di essa si è parlato in un articolo del numero precedente (n.22 febbraio 2003) di www.naturalismedicina.it.

Attualmente nessuno scienziato si dichiara apertamente meccanicista o vitalista, ma questa storica contrapposizione si continua in due versioni moderne delle antiche posizioni di pensiero.

Il Meccanicismo è continuato dal Riduzionismo, mentre il Vitalismo si continua nella Biologia Organismica e nell’Antiriduzionismo.

 

Antiriduzionismo

 

I fondatori e sostenitori del movimento antiriduzionistico sono proprio i fisici.

E’ importante ricordare che il Riduzionismo afferma la riducibilità di tutti i fenomeni biologici in termini fisico-chimici.

 

Perciò i fisici dovrebbero essere i più strenui difensori e sostenitori di questo punto di vista.

Tuttavia l’avvento della fisica quantistica ha dimostrato l’inadeguatezza della fisica classica a  spiegare i fenomeni più complessi e ciò ha determinato la critica delle tesi riduzionistiche più oltranziste, quelle cioè del riduzionismo esplicativo, che non ammette lo status della biologia come scienza a sé stante, in quanto tutti i fenomeni biologici si possono spiegare, secondo questo punto di vista, semplicemente con formule matematiche riconducibili a processi fisico- chimici.

 

W.M. Elsasser affermò nel 1966, che, per potere spiegare fenomeni biologici complessi dobbiamo impiegare speciali “Leggi Biotoniche”, in accordo con le leggi fisiche, ma non riducibili ad esse.

Principalmente tale affermazione si basa sulla osservazione dell’unicità e non omogeneità delle classi biologiche, mentre in fisica si può affermare per esempio che tutti gli elettroni si assomigliano e formano una classe omogenea potenzialmente infinita.

Ciò non è vero in biologia, perché è normale rilevare differenze individuali fra organismi appartenenti anche alla stessa classe biologica e risulta impossibile una sperimentazione precisa come quella che avviene nelle scienze fisiche.

Quand’anche si cercasse di ridurre il sistema biologico a un insieme di elementi chimici e di forze fisiche, si altererebbe sostanzialmente il suo funzionamento e dunque i risultati della sperimentazione: perciò non si può studiare contemporaneamente su un organismo vivente la legge biologica insieme con la legge fisico-chimica., in quanto lo stuio dell’una esclude quello dell’altra.

 

M.Polanyi nel 1968 afferma:”La morfologia dei viventi trascende le leggi della fisica e della chimica ed è soggetta a principi più elevati, che sono addizionali alle leggi della fisica e della chimica.

 

In conclusione il movimento antiriduzionista mette in evidenza la tendenza degli scienziati riduzionisti a ridurre la complessità della vita a un ridotto numero di variabili per poterla studiare applicando principi puramente fisico-chimici, ma con ciò snaturando proprio l’essenza della ricerca.

 

 








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