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Filosofia della medicina
La medicina naturale attuale ha origini antiche
Rivoluzione copernicana in medicina
Autore: Flavio Gazzola

 

La rivoluzione copernicana della medicina naturale attuale

secondo una prospettiva storica ed epistemologica

 

“Non è più il paziente, ma è il medico che deve ruotare intorno al malato”

 

Nei numeri precedenti si è delineato il quadro storico e concettuale del dualismo esistente fra medicina convenzionale e medicina non convenzionale o naturale.

 

Tale dualismo non è limitato alla medicina, ma si estende alla filosofia della scienza o epistemologia e investe in senso lato la ricerca in biologia.

 

Due correnti di pensiero si affrontano, disputando sui criteri e sulle modalità della ricerca scientifica applicata alla biologia e alla medicina: esse furono rappresentate in passato dal meccanicismo e dal vitalismo, che trovano attualmente espressione e continuazione rispettivamente da un lato nel riduzionismo e dall’altro nell’antiriduzionismo e nella biologia organismica

 

Nell’evoluzione storica concreta della medicina occidentale, la medicina convenzionale nasce con la fondazione delle” Universitas Studiorum” a partire dal XIV secolo, mentre la medicina naturale dell’evo moderno nasce nel VI secolo, in seguito alla chiusura della Scuola di Atene da parte dell’imperatore Giustiniano nel 529, con il trasmigrare del sapere nell’Italia Meridionale, grazie soprattutto all’ospitalità offerta dai conventi benedettini e brasiliani alle persone e ai libri.

 

La conservazione dei libri condusse i monaci ad occuparsi di medicina attraverso lo studio di Galeno, Ippocrate e degli altri autori classici.

I monaci curavano la salute degli altri frati e della popolazione circostante.

Salerno divenne il centro dell’attività culturale nel Sud Italia e in particolare la sede della fiorente attività medica: era nata la Scuola Medica Salernitana, una scuola di medicina naturale e popolare che rimase attiva ufficialmente fino al 1811, per un periodo di almeno 1300 anni.

 

La peculiarità della Scuola Salernitana era di avere riunito nella stessa città non solo il sapere degli autori classici greci e romani, ma anche di essere divenuta punto di incontro di medici provenienti da ambiti culturali diversi, abbraccianti tutto il mondo allora conosciuto e portatori della tradizione della medicina popolare non solo greco-latina, ma anche araba ed ebraica.

Furono pubblicata testi di clinica medica, in particolare di ginecologia, oculistica e medicina interna e fu dato accesso allo studio e alla pratica della medicina alle prime donne medico.

 

La tradizione salernitana trova continuazione culturale nella tradizione della medicina omeopatica, nata in Germania nel 1796 e portata nel Sud Italia, prima dai francesi e poi dagli austriaci, ma presente anche nel regno sabaudo, tanto che la prima regolamentazione della produzione e commercio dei rimedi omeopatici risale al 1843 e fu promulgata da Carlo Alberto.

Tale legislazione rimase in vigore anche nel regno d’Italia, ma fu abolita dal fascismo nel 1933, dopo ben novant’anni.

 

Il fascismo, come tutti i totalitarismi, non tollerava un sapere medico diverso da quello insegnato nelle Università e dunque cercò di oscurarlo con la forza.

 

Oltre alla Scuola Salernitana e alla Scuola Omeopatica, che ebbe il suo epicentro a Parigi fino alla morte del suo fondatore Samuel Hahnemann (1755-1843) , un altro filone di medicina naturale è presente nella storia della medicina occidentale e risale al grande medico rinascimentale Teofrasto Paracelso (1493-1541).

Il pensiero medico di Paracelso fu avversato dai rappresentanti delle Università, proprio come il fascismo avversò l’omeopatia e Paracelso stesso fu perseguitato fisicamente dai sicari inviati dai colleghi invidiosi.

Egli infatti era benvoluto dai potenti dell’epoca, che lo volevano al proprio servizio come medico, per le sue capacità professionali, ma, al di fuori dei loro palazzi, era rincorso da medici e farmacisti, che volevano cacciarlo, perché non fosse tolto loro troppo spazio.

 

Il pensiero di Paracelso segue due filoni: da un lato l’attenta osservazione della natura e della medicina nella sua espressione clinica concreta popolare, dall’altro lo studio dell’alchimia e della chimica, nel tentativo di inquadrare unitariamente i fenomeni osservati.

 

Rudolf Steiner (1861-1925), fondatore dell’Antroposofia (1913) e della Medicina Antroposofica, raccoglie sia l’eredità di Paracelso (singolare il destino incrociato dei due uomini: Paracelso nasce in Svizzera e muore in Austria, Steiner nasce in Austria e muore in Svizzera, non lontano dal luogo dove Paracelso era nato), sia quella di Hahnemann, senza trascurare i richiami alla medicina greco-romana, così bene tramandata dalla Scuola Salernitana.

La Medicina Antroposofica non poteva non contenere inoltre elementi di grande originalità, desunti dalla visione olistica goethiana della natura, essendo stato Steiner grande studioso di Goethe.

 

Di poco antecedente alla fondazione della medicina antroposofica è quella dell’Iridologia moderna, ad opera del medico ungherese Ignazio von Peczeli (1879).

L’iridologia studia la relazione fra parti dell’iride e parti del corpo e consente di “vedere” nell’occhio alterazioni organiche specifiche, che si manifestano sull’iride in sedi precise, a seconda dell’organo o della funzione colpiti.

 

L’iridologia è  capostipite delle riflessologie, cioè dello studio delle relazioni fra parti del corpo e l’insieme dell’organismo: r. del piede (scoperta dall’otorino americano Fitzgerald all’inizio del secolo XX), r. del padiglione auricolare (scoperta dal medico francese Paul Nogier negli anni Sessanta del XX secolo), r. del cranio (studi cinesi e il giapponese Yamamoto, anni Settanta del XX secolo), r. della lingua, r. muscolare o chinesiologia, r. del viso (sviluppata personalmente dal 1980 al 2000), ecc.

 

Reinhold Voll (1909-1989) rappresenta un’ altra figura fondamentale nello sviluppo recentissimo della medicina naturale (EAV o elettroagopuntura secondo Voll).

Egli studiò la relazione fra punti di agopuntura ed organi e funzioni interne, attraverso la variazione di parametri elettrici cutanei corrispondenti a ciascun punto di agopuntura.

Grazie a lui si è reso possibile conoscere istantaneamente lo stato di salute o di malattia dell’organismo grazie a misurazioni bioelettroniche e a individuare anche esattamente le medicine e gli alimenti adatti alla risoluzione di ogni singolo caso.

 

In tal modo si introduce una rivoluzione copernicana in medicina: non è più il paziente che deve essere incasellato in schemi nosologici e “ruotare” attorno a protocolli arbitrari stabiliti dai medici, ma è il medico che deve “ruotare” attorno ad ogni singolo paziente

Inoltre è possibile utilizzare tutte le potenzialità offerte dalla medicina naturale, scegliendo con metodi bioelettronici i rimedi adatti singolarmente.








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