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Corso online su enzimi e coenzimi
Enzimi e coenzimi per la salute, I parte, introduzione
Autore: Origini Naturali

SINTESI GENERALE

          Gli enzimi sono "macchine" proteiche grazie a cui le reazioni chimiche avvengono ad una velocità tale da consentire la vita. Gli enzimi digestivi sono una sottospecie degli enzimi, e sono naturalmente presenti nei cibi. Purtroppo, i cibi odierni sono sempre più carenti di enzimi digestivi, sia perché prodotti con metodi innaturali, sia perché trattati o inscatolati, sia perché cotti troppo o male. Assumere cibi ancora ricchi degli enzimi che naturalmente li compongono può aiutare ad alleviare questa situazione, e dunque a migliorare le nostre naturali capacità digestive. Una cattiva digestione può essere causata da: alimentazione non equilibrata, cibi cotti o trattati, bevande alcoliche, stati febbrili e di  raffreddamento, fattori di stress, indulgere troppo a tavola, masticazione insufficiente, errate combinazioni alimentari, gravidanza, situazioni di intensa carica emotiva. Il beneficio di fondo è quello di un miglioramento effettivo della digestione. Ciò si porta dietro tutta una serie di benefici collaterali nei confronti di acidità di stomaco, flatulenza dopo i pasti, sonnolenza o mal di testa post-prandiali,  etc. Inoltre, è ovvio che  una  migliore digestione produce normalmente un miglior funzionamento generale dell’organismo. Il fungo Aspergillus, l’unico vegetale naturalmente ricco di tutti gli enzimi alimentari, capaci di scomporre proteine, grassi, farinacei, fibre e latticini. A differenza degli enzimi contenuti nei cibi animali o negli altri vegetali, quelli presenti nel fungo Aspergillus sono gli unici a raggiungere la massima funzionalità alla temperatura propria del corpo umano. La microalga Klamath è anch’essa ricca di enzimi alimentari. Soprattutto, la ricerca ha stabilito che gli enzimi alimentari richiedono vitamine e minerali specifici (co-fattori) per risultare effettivamente funzionali al processo digestivo. L'alga verde-azzurra Klamath è uno degli alimenti più ricchi di tali materie prime essenziali.

 

Il coenzima Q10  è riconosciuto da molti ricercatori scientifici come fattore essenziale per la salute, in  quanto interviene nel metabolismo di ciascuna cellula corporea, con effetti particolarmente profondi sul sistema cardiocircolatorio. Esso è un elemento nutritivo naturale, essenziale per la vita e la salute di ciascuna cellula vivente. È carente in molte persone specialmente quando inizia l’invecchiamento, cui si accompagna la predisposizione a molte malattie degenerative ed altri effetti deleteri. Favorisce il controllo del flusso di ossigeno cellulare e la normalizzazione della funzione cellulare (69 miliardi di cellule in tutto l'organismo!). In definitiva, è indispensabile per la qualità della vita e la longevità.

I benefici comunemente riportati sono: 1. Sostiene l’attività del cuore e del sistema circolatorio (In Giappone è usato regolarmente  come integratore alimentare a sostegno del sistema cardiocircolatorio  da 12 milioni di consumatori). 2. Favorisce il rafforzamento delle naturali difese dell’organismo, è un potente antiossidante. 3. Contribuisce a rallentare l'invecchiamento. 4. Promuove una vibrante sessualità. 5. Migliora naturalmente l’ossigenazione cellulare. 6. Aiuta l’organismo a tollerare meglio i farmaci. 7. Può aiutare ad avere  gengive più forti e sane.

Il coenzima Q10 contenuto nel Q10Più Origini Naturali è assolutamente naturale, ed arriva al consumatore nella forma in cui è naturalmente presente nei vegetali di coltivazione  biologica. La combinazione con la microalga Klamath  ne potenzia notevolmente l'efficacia.


I - ENZIMI

 

 

 

SOMMARIO

 

Gli enzimi sono molecole proteiche energizzate necessarie alla vita. Gli enzimi catalizzano e regolano tutte le reazioni biochimiche all’interno dell’organismo. Gli enzimi digestivi vengono secreti lungo il tratto gastrointestinale allo scopo di scomporre il cibo affinchè i nutrienti possano essere assorbiti nel flusso sanguigno. Gli enzimi digestivi dell’uomo  includono Proteasi, Amilasi, Lipasi, Pepsina, Ptialina e Tripsina. I cibi crudi costituiscono una fonte naturale di enzimi alimentari, particolarmente Proteasi, Amilasi, Lipasi e Cellulasi, che assistono la scomposizione rispettivamente di proteine, carboidrati, grassi e fibre.

Il Dr. Edward Howell, fondatore della principale compagnia produttrice di enzimi negli U.S.A., già negli anni ‘20 osservava che una dieta terapeutica basata su digiuno e cibi crudi, produceva effetti curativi ed un un potenziamento generale della salute a causa della significativa diminuzione della richiesta di enzimi digestivi propri del corpo umano. In questo modo, gli enzimi del sistema immunitario erano in grado di aumentare l’attività di disintossicazione. I cibi crudi, quindi, erano in grado di alleviare il carico del processo digestivo dall’organismo in virtù della loro ricchezza enzimatica, con conseguente potenziamento del livello generale di salute.

Purtroppo, i cibi di oggi sono assolutamente carenti di enzimi a causa dei metodi di coltivazione su larga scala e dell’impoverimento dei terreni, per non parlare dei processi di trasformazione e lavorazione degli alimenti, o del semplice procedimento di cottura, che non preservano le proprietà enzimatiche dei cibi.

Peraltro, una dieta a base di cibi crudi fornisce una quantità di enzimi sufficiente a digerire solo questo particolare cibo. Non ci assicura cioè extra-enzimi in grado di digerire cibi cotti o trattati.

Del resto, non è pensabile o consigliabile (dal punto di vista sanitario) l’assunzione di carni, uova e fagioli crudi, anche a causa del rischio di infezioni batteriche, e inoltre molti trovano difficile digerire la grande quantità di fibra presente nei cibi crudi.

Dato per scontato che la maggior parte delle persone adotta una dieta con più alte percentuali di cibo cotto rispetto a quello crudo si rende sempre più necessaria l’integrazione con enzimi alimentari di alta qualità.

 

 

Possibili effetti fisiologici da carenza di enzimi alimentari nella dieta

Una dieta a base di cibi cotti o trattati o comunque poveri di enzimi contribuisce ad una eccessiva ipertrofia della ghiandola pituitaria, la quale, come si sa, svolge un’azione di regolazione nei confronti di tutte le altre ghiandole.

Ugualmente, il pancreas umano risulta abbondantemente ipertrofizzato se confrontato con quello degli animali che si nutrono solo di vegetali crudi.Basti pensare che mentre il pancreas di un uomo di circa 63 Kg pesa tra gli 85 e i 90 grammi, quello di una pecora di circa 38 Kg pesa appena 18 grammi; il pancreas di un cavallo di circa 545 Kg pesa solo 330 grammi.

Risulta evidente cioè quanto poco pesi l’uomo se confrontato al cavallo e di nuovo, se messo a confronto, quanto più grande risulti il suo pancreas.

Un interessante esperimento a riguardo, è stato condotto nelle Filippine dalla Scuola di Igene della Salute Pubblica (1933). La Scuola ha effettuato 768 esami post-mortem, giungendo alla conclusione che il pancreas dei Filippini era dal 25 al 50% più pesante di quello di Europei ed Americani, probabilmente a causa della dieta principalmente a base di riso cotto, consumato tre volte al giorno, che costringeva il pancreas ad un iperlavoro di secrezione enzimatica, in particolare di Amilasi.

Va rimarcato che un organo ipertrofizzato indica spesso una condizione patologica con implicazioni degenerative. 

Anche il Dr. Edward Howell è giunto alla conclusione che l’ipertrofia del pancreas è il risultato di un adattamento patologico ad una dieta principalmente a base di cibo cotto.

Una ricerca condotta presso l’Università del Minnesota ha mostrato cambiamenti significativi nel peso degli organi dei topi nutriti con cibo cotto: sia il pancreas che le ghiandole submascellari aumentavano il loro peso dal 20 al 30%. Ulteriori ricerche condotte da Grossman hanno evidenziato il ruolo di adattamento che la dieta gioca nella secrezione pancreatica.

 

 

Situazioni in cui si richiede una rapida risposta enzimatica

Cibi cucinati, bevande caffeiniche e alcooliche, riniti e affezioni virali, gravidanze, stress, esercizio fisico estremo e cattive condizioni climatiche  comportano un rapido consumo di enzimi. In più, il nostro organismo perde giornalmente enzimi attraverso i normali processi di eliminazione quali la sudorazione, l’urina e le feci. 








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