Home
  NUMERO 52
  aggiornato al 22/11/2019

Cosa ti interessa?


Ricerca rapida








Numeri passati:
Le Novita'  Corsi, Fiere Dizionario  Consulenza Gratis

 
IL MEDICO RISPONDE
Un disturbo molto frequente e poco o nulla conosciuto
Algodistrofie parestetiche notturne
Autore: Dr. Flavio Gazzola

Algodistrofie e acroparestesie notturne nel climaterio

 

Flavio Gazzola

 

 

Le algodistrofie consistono in parestesie (formicolio, alterazioni della sensibilità) e perdita di forza con insorgenza talora di deformazioni articolari per danno muscolo-tendineo soprattutto a carico dell’arto superiore, ma anche a livello degli arti inferiori.

Alcune algodistrofie, soprattutto quelle localizzate prevalentemente alla mano possono assomigliare alla sindrome del tunnel carpale, dove il nervo mediano è compresso a livello del polso.

Non si può escludere che un’algodistrofia conduca, per deformazione delle strutture fasciali del polso, proprio alla sindrome del tunnel carpale.

Le algodistrofie sono più frequenti nel periodo climaterico e possiedono la particolarità di manifestarsi prevalentemente durante la notte, causando frequenti risvegli e stanchezza poi durante il giorno.

Ciò introduce una spirale negativa, per la quale la stanchezza influisce nell’aggravamento della sintomatologia.

Sembra che una delle cause del disturbo sia un’iperstimolazione del sistema nervoso vegetativo simpatico; restano da chiarire le cause di questa iperstimolazione.

Una causa consiste nell’estremo nervosismo delle persone, per lo più donne in climaterio, affette da questo disturbo, anche se la stanchezza per la mancanza di sonno e i fastidi dolorosi rappresentano essi stessi un elemento scatenante del nervosismo; inoltre compare un’estrema sensibilità di tutto il sensorio: suoni, odori, colori cangianti o troppo vividi divengono fattori di aggravamento subitaneo.

Per un certo aspetto l’algodistrofia ricorda le caratteristiche vampate al viso, dirette però agli arti.

Vi sono anche problemi infiammatori cronici localizzati alla gola, arcate dentarie, gengive, intestino, capaci di aggravare o scatenare la sintomatologia.

Non esiste a tutt’oggi una definizione esatta del disturbo.

Con l’impiego dei check-up bioelettronici, in particolare dell’EAV, ho individuato alcuni elementi eziologici o scatenanti ricorrenti, come appena indicato.

Particolare menzione merita una tecnica manuale che ho messo a punto per il trattamento dei trigger point (aree di scatenamento del dolore) a livello della muscolatura della spalla (deltoide, muscoli rotondi, sovraspinato, trapezio superiore), del braccio (tricipite, estensori e flessori del carpo), del torace (pettorali, succlavio), della colonna cervicale (spleni, piccoli egrandi muscoli retti e obliqui della nuca)

Praticando almeno tre volte alla settimana il trattamento dei trigger point principali come indicato, si assiste a un immediato sollievo della sintomatologia.

Nello stesso tempo è necessario comunque il trattamento degli altri fattori eziologici.

 

Dr. Flavio Gazzola

Via Libertà 74

20097 San Donato Milanese

 








Questo sito offre gratuitamente un servizio culturale informativo generale
sulla medicina naturale o alternativa. Per qualsiasi problema di salute personale
si raccomanda di consultare sempre il proprio medico di fiducia.
NaturalisMedicina CopyRight(C) 1997-2010 Flavio Gazzola.
Organo Ufficiale della Consulta Nazionale di Medicina Naturale.