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IRIDOLOGIA
Iridologia, una visione d'insieme
Intervista sulla Iridologia
Autore: Marino Lusa

Intervista sulla Iridologia

 

Dott. Flavio Gazzola

 

I domanda: personale definizione dell’Iridologia

L’Iridologia è un sistema riflessologico olistico.

Per riflessologie intendo quelle metodiche o sistemi che studiano la relazione fra la superficie o ”esterno” del corpo con l’”interno” ovvero con gli organi e funzioni interne e dotate sia di un interesse diagnostico, sia terapeutico.

Per esempio l’Agopuntura è un sistema riflessologico, che rappresenta sull’intero manto cutaneo e sull’apparato osteo-artro-muscolare ciò che avviene all’interno dell’organismo e per mezzo di essa è possibile sia la diagnosi (misurazioni elettriche, termiche, alterazioni cutanee (eritemi, macchie, ecc.), contratture muscolari, ecc.), sia la terapia.

Si può definire l’Agopuntura come un sistema riflessologico esteso.

Un altro esempio di sistema riflessologico esteso è costituito dalla Chinesiologia, che studia le relazioni fra muscoli ed organi interni.

L’Iridologia, a differenza dell’Agopuntura e della Chinesiologia,  è sì un sistema riflessologico, ma non esteso, bensì zonale, che studia cioè le relazioni fra una zona del corpo (l’iride) e il resto del corpo. Essa  rientra nel vasto capitolo delle  “riflessologie zonali”, come la Craniopuntura, l’Auricolomedicina, la Visologia®, la Riflessologie della lingua, dell’addome, della pianta del piede, per limitarmi alle più note.

Costituisce anche un sistema olistico, poiché grazie ad essa si possono integrare informazioni sia sulla condizione fisica, sia psico-emozionale e persino biocronologica  del singolo paziente.

Ha una particolare rilevanza per la sua stretta relazione con il sistema nervoso centrale: basti pensare che i muscoli dilatatore e sfintere della pupilla sono gli unici muscoli del corpo di derivazione ectodermica, mentre tutti gli altri muscoli hanno un’origine embriologica mesodermica.

Fornisce dunque informazioni di prima mano sulla condizione del sistema nervoso centrale, sulla costituzione individuale, sulle diatesi (o punti deboli, o predisposizioni patogene ereditate e/o acquisite), sul metabolismo, sulla biocronologia o periodi critici della vita in cui le diatesi potrebbero più facilmente farsi sentire. Può essere anche utilizzata per una diagnosi “qui e ora”, anche se non credo che questa sia la sua vocazione principale.

 

II domanda: tappe più significative della mia storia di iridologo

Ho conosciuto l’Iridologia verso la fine degli anni settanta, quando mi trovavo in Germania per corsi di chiroterapia ed EAV. Mi recai a Ettlingen vicino a Karlsruhe per conoscere Joseph Deck, uno dei padri dell’Iridologia tedesca moderna, insieme con l’oculista dottor Visa, il quale, per avere collaborato con Deck in ospedale nella raccolta della casistica iridologia, fu estromesso dalla professione ! Frequentai per qualche tempo i seminari ad Ettlingen ed ebbi l’occasione di conoscere diversi Heilpraktiker, erboristi campagnoli che raccoglievano direttamente le erbe e praticavano una medicina popolare giovandosi dell’Iridologia. Devo dire che questa esperienza mi colpì particolarmente e da allora l’Iridologia è entrata veramente nel mio cuore. In seguito spesi una fortuna, cercando un sistema ottimale per la visione dell’iride e la raccolta delle immagini, in epoca predigitale: se non fossi stato innamorato non avrei fatto tali pazzie !

Nel 1978 conobbi il compianto dottor Bernardo Lembo, con cui strinsi un’amicizia profonda.

Egli era grande appassionato di omeopatia e sull’argomento ci intrattenevamo sempre in lunghe discussioni, dato che lui era unicista, mentre io sostenevo piuttosto un eclettismo che non escludeva l’unicismo, ma lo voleva integrare con il complessismo, l’omotossicologia e la fitoterapia, avendo conosciuto la medicina popolare tedesca grazie alla mia esperienza a Ettlingen.

Parlammo anche di Iridologia, che lui aveva studiato con Rizzi a Lacces e mi convinse a venire a Bolzano per conoscere Rizzi e seguire i suoi corsi.

Dopo la tragica scomparsa di Bernardo Lembo in un incidente d’auto e poi di Rizzi stesso, cercai di colmare il vuoto iniziando a raccogliere le mie esperienze derivanti anche dalle nostre lunghe conversazioni sull’omeopatia e l’Iridologia. Più tardi, nel 95, ciò mi condusse a pubblicare il libro intitolato “Corso di Iridologia”, (De Vecchi editore), che fu tradotto e diffuso anche nei paesi di lingua spagnola, dove fra l’altro riassunsi le mie esperienze di omeopatia, fitoterapia e alimentazione applicate all’Iridologia. Ebbi in quel periodo la fortuna di conoscere personalmente Bernard Jensen e seguire un suo corso a Riccione. Mi suscitò grande impressione per la sua grande vitalità di ultraottantenne e grande emozione per avere conosciuto l’autore dei libri di Iridologia che tanto avevo studiato e ammirato.

In seguito conobbi i rappresentanti di quella che io chiamo “Scuola Veneta”, cioè in particolare Di Spazio e Lo Rito, che mi condussero a conoscere la scuola russa del prof. Macharchuk, che si fermò qualche tempo presso il mio studio, spiegandomi la tecnica di “Iridofotocromoterapia” da lui e dal suo gruppo impiegata con successo negli ospedali moscoviti.

Iniziai così la mia esperienza nella stimolazione riflessogena dell’iride con segnali luminosi, in particolare per disturbi del sistema nervoso, data anche la mia specializzazione in Neurologia.

Condussi degli studi sul trattamento di malattie del sistema nervoso, in particolare della sclerosi a placche, presentando la mia relazione al congresso mondiale di iridologia a Salonicco nel 2000.

Da allora i miei sforzi risono rivolti all’integrazione della pratica iridologia con l’agopuntura, l’EAV, la proteomica funzionale (analisi olistica delle proteine del siero), la Visologia®, che ho potuto sviluppare grazie anche all’Iridologia.

 

III domanda: il mio contributo personale allo sviluppo dell’Iridologia.

Mi considero un buon applicatore dell’Iridologia, che cerco di integrare con la mia pratica clinica basata su EAV e Agopuntura, Visologia®, Proteomica funzionale: la quarta gamba del mio “tavolo” professionale è costituito appunto dall’Iridologia. Questa integrazione è in se stessa una novità.

L’altro mio piccolo vanto è di avere individuato la possibilità di diagnosticare e curare malattie neurologiche anche per mezzo dell’Iridologia e dell’Iridofotocromoterapia.

Se potessimo applicare a livello ospedaliero o di pratica medica corrente tali metodiche, potremmo migliorare considerevolmente il decorso di ischemie cerebrali e sclerosi a placche.

Infine la mia mappa iridologica costituisce un’integrazione fra la scuola tedesca di Deck, quella americana di Jensen e la mia personale esperienza.

 

IV domanda: le mie pubblicazioni

Il mio libro “Corso di Iridologia” del 95, ma anche in tutti gli altri otto libri che ho scritto sulla medicina naturale e in particolare “Helping, la chiave del benessere”,  “Il digiuno che guarisce”, “Visologia”, “Guarire l’inguaribile”, nominano l’importanza dell’Iridologia. Queste pubblicazioni sono avvenute dal 1986 al 2006. Ho partecipato anche a “Tappeto Volante”, parlando di Iridologia e in numerose conferenze, interviste e articoli, che sarebbe troppo lungo e noioso enumerare.

 

V domanda: le nuove possibili frontiere dell’iridologia

Per la prevenzione l’Iridologia dovrebbe essere introdotta nella scuola e la raccolta delle immagini individuali dovrebbe avvenire almeno ogni sette anni

Per la neurologia, avrebbe grande importanza per la prevenzione e il trattamento di malattie degenerative del sistema nervoso, comprese le ischemie cerebrali e le demenze senili.

 

VI domanda: l’Iridologia italiana

Vi sono buone scuole, ma soprattutto, detto fra noi,  quella di Trento e grandi iridologi in Italia, in particolare Lo Rito, che ha introdotto lo studio iridologico degli aspetti psicologici individuali, inserendoli nella storia biologica (“Cronorischio”). Ma non voglio certo escludere altri, anche se mi sembra che il suo studio della biocronologia sia particolarmente originale e fecondo per l’Iridologia.

Purtroppo vi sono anche molti praticoni ignoranti, che rischiano di compromettere la fama della nostra amata scienza. Lo sforzo dovrebbe essere rivolto a fornire buone informazioni al pubblico  in modo congiunto da parte di tutti gli iridologi di buona volontà.

Mi dichiaro sin d’ora disponibile in tal senso.

 

 

 








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