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Opinioni a confronto
Parole senza senso nella comunicazione pubblica
Torre di Babele di parole da fascista a razzista a islamofobo
Autore: Flavio Gazzola

La Torre di Babele
La storia biblica della Torre di Babele, voluta dagli uomini per raggiungere il cielo e impedita dalla successiva confusione delle lingue, ha qualche analogia con quanto avviene ai nostri tempi.
La strategia è quella di creare confusione del linguaggio come presupposto per invalidare l’avversario, attribuendogli una etichetta verbale di fascista, populista, razzista, omofobo, islamofobo e altre amenità.
E’ la strategia messa a punto da Lenin per squalificare gli avversari e averne il sopravvento.
Quando un avversario lo contrastava, lo etichettava come psicotico e perciò lo faceva internare in manicomio.
Lenin è l’ideologo di successive ideologie basate sulla negazione della libertà individuale e della democrazia, a favore di governi oligarchici e dittatoriali che, autoreferenzialmente, si assumono il compito di guidare il popolo. In effetti lo bastonano.
L’ideologia comunista, che ha fatto danni per 70 anni, provocando povertà e disastri umanitari ben si accompagna con una certa visione pauperistica della Chiesa cattolica, incline a divenire una ONG globale, anziché un’entità religiosa e spirituale.
Nietzsche, avversario della Chiesa, sosteneva che quando essa avesse santificato i poveri, avrebbe di lì a poco finito di esistere, essendo durata 2000 anni proprio per la sua essenza spirituale, malgrado tanti papi poco inclini all’etica.
L’ideologia comunista persiste anche in movimenti socialdemocratici materialisti, che negano l’importanza della religione come valorizzazione dei sentimenti spirituali e anzi insistono a negarne ogni manifestazione nell’Uomo.
Infine l’ideologia comunista ben si sposa con l’Islam, che significa “sottomissione a Dio” e si è diffuso più che altro in Paesi non democratici, dove persistono anche monarchie assolute di tipo medievale.
L’Islam non tollera una visione religiosa diversa, non tollera la democrazia e non tollera il tipo di vita occidentale, poiché basato su valori libertari individuali che si esprimono proprio nella democrazia a livello sociale.
Allora esaminiamo la strategia di origine comunista delle parole usate:
“Fascista” è un’epiteto attribuito a chiunque non sia della parrocchia o abbia uno straccio di pensiero diverso o semplicemente una persona che risulta antipatica. Non ha nessuna relazione con l’omonimo periodo storico. E’ semplicemente un inganno verbale.
“Populista”, è il termine preferito per indicare con disprezzo chi considera prevalenti gli interessi della popolazione rispetto agli interessi delle elite politiche, bancarie, economiche, di casta, insomma il mainstream della informazione, per lo più in mano ai compagni o simili o “utili idioti”, come li amava definire il buon Vladimir Lenin.
“Razzista” è la parola che designa chi sostiene una razza umana migliore dell’altra e dunque meritevole di comandare sulle altre. La parola viene usata spesso come epiteto insultante puro e semplice senza nessuna attinenza con qualsiasi riferimento razziale, oppure per bollare chi ritiene che l’immigrazione clandestina non regolamentata sia da evitare, oppure chi per sua sfortuna ha un diverbio con una persona di razza diversa. Gli episodi di cui il mainstream giornalistico parla ripetitivamente per giorni sono per lo più fenomeni di intolleranza personale dovuti a motivi economici o di costume e non fenomeni di razzismo, ma quel che interessa alle elite che dirigono il mainstream è di instillare nel pubblico il dubbio del razzismo. Lenin sosteneva che una bugia ripetuta a lungo con convinzione si trasforma in realtà per chi l’ascolta: è un fenomeno di ipnosi di gruppo.
“Omofobo” è un termine che vorrebbe indicare chi abbia delle paure nei confronti degli omosessuali, ma è usato spesso senza nessuna attinenza con i gusti sessuali.
Il suffisso “fobia” indica comunque una patologia, allora perché dovrebbe essere inseguito penalmente? A meno che non siamo ancora come ai tempi di Lenin e Stalin.
Sono eterosessuale ma ho avuto nel corso della mia vita e tuttora ho ottimi amici omosessuali, molto intelligenti e piacevoli, che non si sognano di ostentare alcunché ai gay-pride, che sono manifestazioni sotto l’egida della sinistra ex-comunista, fatte con scopi politici, anche se non capisco con quale vantaggio per gli organizzatori, se non quello di riscuotere simpatie in vista di elezioni.
Insomma un sistema per farsi eleggere e avere un sostanzioso stipendio e carriera assicurata, che è poi lo scopo per cui si fanno arrivare in Italia africani provenienti da Paesi non in guerra come la Nigeria, con l’intento di conferire lo ius soli ai loro figli, per avere poi il voto di tutta la famiglia, dato che gli Italiani indigeni non sono più propensi a votarli.
 
“Islamofobo” presenta il suffisso “fobia”, che indica una condizione di malattia. Se è una malattia deve essere allora curata in ospedale psichiatrico, secondo l’insegnamento di Lenin. Chiunque si opponga all’Islam è bollato come “islamofobo” e quindi perseguibile penalmente in quanto malato secondo la filosofia di Lenin o da ricoverare in Ospedale psichiatrico.
Naturalmente si dovranno fondare molti nuovi ospedali per contenere tutti i pazienti psichiatrici dei Paesi di Visegrad (Polonia, Ungheria, Cekia e Slovacchia), che si oppongono fermamente all’Islam. Del resto un esponente islamico ha affermato: vi conquisteremo grazie alle vostre leggi e vi comanderemo grazie alle nostre. Più chiaro di così..Come sosteneva Oriana Fallaci, le elite burocratiche europee si sono vendute ai petroldollari arabi.
L’Islam è una religione intollerante e indirizzata alla conquista del mondo e i suoi esponenti si stanno muovendo di conseguenza.
 
In conclusione chi pronuncia contro l’avversario queste parole per zittirlo o è un consapevole mentitore o è un utile idiota ammaestrato.







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