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Dizionario di Medicina naturale

Antroposofia

La nascita dell’Antroposofia (che letteralmente significa – dal greco “antropos”=uomo e “sofia”=conoscenza – “conoscenza dell’essere umano”) è dovuta a una delle figure più geniali e ispirate dell’epoca moderna, Rudolf Steiner (1861-1925), grande umanista e scienziato, nonché profondo conoscitore della filosofia, della religione e degli antichi Misteri, ma soprattutto studioso di Goethe, di cui riorganizzò le opere a Weimar, chiamato colà dalle autorità locali, attratte dalla sua fama.

Dapprima Steiner aderì al movimento teosofico (teosofia = ricerca della conoscenza razionale della Divinità) ma successivamente se ne distaccò nel 1913, per l’orientalismo dogmatico che ne viziava la forma e che non sembrava tener conto sufficientemente della tradizione occidentale, e per il distacco del movimento teosofico dall’osservazione del mondo dell’Uomo e della Natura, il quale per Steiner, come per Goethe, era fondamentale, per comprendere le radici spirituali dell’umanità e le sue possibilità di evoluzione verso un destino migliore.

Nell’Antroposofia, Steiner porta una potente concezione cosmologica, desunta sia dagli studi, sia dalla sua visione chiaroveggente, che gli consentiva di esplorare il tempo, così come la materia, la quale era da lui considerata in ogni caso come una semplice forma spirituale, condensata secondo un processo particolare.

Dunque non bisogna, nella concezione steineriana, allontanarsi dal mondo per elevarsi spiritualmente, bensì scoprire in esso le sue e nostre origini spirituali e i legami che ci uniscono al Cosmo intero.

Questa particolare visione del mondo e del destino umano pone Steiner in una posizione del tutto particolare rispetto ai pensatori precedenti, ma non solo: egli scende nel dettaglio ed esamina scientificamente (secondo appunto quella che lui definisce “scienza spirituale”) tutte le forme e le trasformazioni, che avvengono in noi e attorno a noi, fornendo delle precise indicazioni per il miglioramento della vita, che deve avvenire contemporaneamente sul piano materiale e spirituale (del resto per Steiner non vi è sostanziale divisione fra l’uno e l’altro). Egli sostiene chiaramente, che mentre il mistico antico doveveva isolarsi del mondo per seguire la propria evoluzione spirituale, l’uomo moderno deve trovare nel mondo il motivo della propria crescita interiore.

Steiner sviluppa il suo pensiero, traendolo dalla concezione cosmologica e spirituale fondamentale, in ogni campo dello scibile umano, dall’agricoltura, all’educazione, alla sociologia, all’estetica, alla filosofia, alla religione, alla danza, al teatro, all’arte in generale, nonché alla medicina.

I tre poli dell'organismo umano

Nella Medicina antroposofica si considera una tripartizione dell’organismo umano in un polo neurosensoriale, un polo ritmico, un polo metabolico.

Il polo neurosensoriale comprende il capo e il sistema nervoso in genere e include il pensiero razionale; per sua natura tende alla decomposizione e all’analisi e a limitare o delimitare qualsiasi processo naturale: per esempio, la mente razionale ha bisogno di organizzare le cose in schemi logici funzionali, a incasellare i concetti; un’espressione di tale funzione è lo scheletro, che organizza l’io nello spazio e delimita fra di loro le parti del corpo.

Il polo opposto è il polo metabolico, rappresentato dagli organi addominali, dove tutto è caldo (a differenza del polo neurosensoriale, dove predomina il freddo e la rigidità) e in rapida e continua riproduzione, a differenza del polo neurosensoriale, dove il sistema nervoso è privo di crescita e l’osso ha un ricambio molto lento e quasi inapparente. L’atteggiamento mentale ispirato dal polo metabolico è l’intuizione e la creatività senza delimitazioni, ispirata e priva di analisi.

A metà fra il polo neurosensoriale e il polo metabolico, con funzioni di armonizzazione, è il polo ritmico, rappresentato in modo particolare dagli organi toracici, i quali distribuiscono la vitalità metabolica verso il polo superiore e l’organizzazione del polo superiore verso quello inferiore. Se ciò non avvenisse, il polo inferiore condurrebbe a uno sviluppo cellulare sconsiderato e allo sviluppo di tumori, mentre sul piano mentale condurrebbe sì a grande vitalità, ma ad altrettanto grande confusione e inconcludenza. Se il polo neurosensoriale non ricevesse la vivacità metabolica attraverso il polo ritmico, esso andrebbe incontro a gravi processi degenerativi, poiché verrebbe mano persino la capacità di automantenersi; sul piano mentale, il pensiero si inaridirebbe e cesserebbe ogni creatività.

Il polo ritmico è così chiamato per l’attività ritmica del cuore e dei polmoni, che sono sede anche principale dei sentimenti, proprio perché a livello del polo toracico confluiscono le due correnti, razionale e intuitiva, Yin e Yang, capaci insieme di formare il sentimento umano: se esistesse solo la corrente intuitiva, l’uomo aderirebbe alle cose, ne assumerebbe quasi la natura, senza potere distinguersi da essa e non ne avrebbe dunque consapevolezza: per provare un sentimento o una percezione distinta, è necessario che nell’intuito si cali la razionalità, rendendo consapevole l’uomo della sua distinzione rispetto al mondo circostante e di quello che accade in lui quando entra in contatto con qualche elemento capace di commuoverlo, con il quale entra in risonanza o dissonanza.

Se esistesse solo il pensiero razionale, l’uomo si rinchiuderebbe eccessivamente nel suo io, negandosi alla vita.

La terapia steineriana

Tutte le patologie nervose e organiche si possono comprendere adottando tale visione: per esempio l’isteria consiste nel prevalere del polo metabolico, che giunge, non mediato dal polo intermedio, sino al polo neurosensoriale, occupandolo del tutto o in parte; la nevrastenia, viceversa è il prevalere delle forze neurosensoriali, che imbrigliano e bloccano il polo metabolico.

I tumori e le malattie allergiche e autoimmuni derivano dal prevalere delle forze metaboliche, mentre le malattie degenerative, come l’arteriosclerosi e i fenomeni di immunodeficienza, come l’AIDS, originano dal prevalere delle forze neurosensoriali.

Perciò il problema per la medicina antroposofica è di utilizzare dei farmaci (si usano farmaci omeopatici con dinamizzazione variabile dalla D5 alla D30), capaci di stimolare in modo specifico un polo o l’altro.

Le dinamizzazioni alte (D30) stimolano il polo neurosensoriale e frenano il polo metabolico; le dinamizzazioni basse (D5, D6) stimolano il polo metabolico e frenano il polo neurosensoriale; le dinamizzazioni intermedie (D10, D12) stimolano il polo ritmico, consentendogli di armonizzare meglio i due poli.









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