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TUMORI
Medicina Naturale e Tumori: è necessaria un'integrazione con la Medicina Ufficiale
CURIAMO IL TUMORE
Autore: Flavio Gazzola

È possibile curare i tumori con la medicina naturale? La risposta è sì, come dimostreremo nei prossimi articoli.

Il problema di fondo è che la Medicina naturale, non avendo un riconoscimento ufficiale, è costretta a curare in ambito privato. Non è possibile dunque usufruire di un ricovero ospedaliero e ciò rende praticamente impossibile la cura dei pazienti molto deboli, che necessitano di un'assistenza continua. In ospedale non sono accettate cure naturali, sia pure integrative. La migliore soluzione sarebbe quella di concordare con il medico curante una strategia di trattamento, che contempli sia cure convenzionali, sia cure non convenzionali, nell'esclusivo interesse del paziente.

Ciò non è attualmente possibile in Italia, ma con grande pazienza pensiamo che si possano cominciare a conseguire degli accordi con le strutture ospedaliere e a poco a poco introdurre la consapevolezza dell'importanza di un'integrazione. Lo scopo di questa serie di articoli vorrebbe rappresentare un piccolo contributo in tale direzione.

Le origini della differenza

La diversità culturale principale fra Medicina naturale e Medicina ufficiale è nell'approccio al paziente, che nel primo caso è strettamente individuale e nel secondo è di tipo statistico. L'approccio individuale considera olisticamente il malato in tutte le sue manifestazioni fisiche e psichiche, e considera di grande importanza la sua storia personale, le sue abitudini, il tipo di alimentazione, il vissuto emozionale. L'approccio statistico mira a inquadrare il paziente in una categoria nosologica, per esempio un tumore di tipo A, anziché di tipo B: una volta eseguita tale classificazione, il paziente è sottoposto a una cura specifica del tumore di tipo A in base al cosiddetto protocollo terapeutico. Tutti i tumori di tipo A sono trattati con il protocollo A, quelli di tipo B con il protocollo B e così via.

In Medicina ufficiale l'individualizzazione del trattamento è per lo più evitata, anche perché, se vi fosse, "inquinerebbe" le statistiche. Lo scopo è quello di creare delle statistiche che indichino la percentuale di guarigione o di non guarigione, ottenuta nel tumore di tipo A con il protocollo di tipo A.

Quando si vede che in seguito alle cure la statistica è "negativa", cioè muoiono più persone rispetto a quelle che guariscono, si cerca di modificare il protocollo A, per renderlo eventualmente più efficace. Il problema principale consiste nel fatto che ogni persona classificata nella categoria A possiede una costituzione fisica ed emozionale, una storia, un atteggiamento psichico, delle abitudini e una filosofia di vita diversa da ciascun altro appartenente al gruppo A. Di conseguenza anche la terapia deve essere diversa e adeguata al singolo caso, altrimenti non può funzionare appropriatamente. È come prescrivere a tutti la stessa taglia di abito. Il dramma è che qui non si parla di abiti, ma della vita di esseri umani.

È qui che dovrebbe entrare in gioco la Medicina naturale.

Ne riparleremo presto.




dal Dizionario della Medicina naturale:




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